ULCERE VENOSE CRONICHE ARTI INFERIORI

Riportiamo di seguito un articolo tratto da Spazio Salute

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Studi epidemiologici recenti rivelano che l’ l-2 % della popolazione adulta sia colpita da questa complicazione dell’insufficienza venosa con un rapporto maschi femmine di l a 3. Tradotto in cifre reali significa che per 100.000 abitanti circa 2000 (500 uomini e 1500 donne) soffrano di ulcere venose.

Rapportato alle città e paesi questi numeri variano anche a seconda dell’età media della popolazione e cioè il numero delle persone interessate da questa patologia aumenta nelle città con maggior numero di abitanti anziani.

Quali sono i soggetti a rischio

I pazienti con insufficienza venosa cronica secondaria a:
– pregresse tromboflebiti profonde
la tromboflebite profonda lascia nella maggior parte dei casi una situazione di ricanalizzazione della vena interessata dal processo trombotico, con perdita però della funzione di contenimento delle valvole e quindi di permanente reflusso (SPF sindrome post flebitica).
Questa situazione emodinamica se non trattata adeguatamente può condurre alla complicazione ulcerosa.

Anche le cosiddette “vene varicose” che pure nella maggior parte dei casi evolvono senza dare sintomatologia eclatante, possono portare ad un grado di reflusso e di ipertensione venosa tali da causare lesioni cutanee pre-ulcerose e ulcerose.

Quali sono i segni premonitori

– edema agli arti inferiori
La presenza del gonfiore all’estremità di un arto, più accentuata la sera o dopo un periodo di stazione eretta (abbastanza caratteristico il gonfiore che compare dopo una o due ore trascorse stirando), deve indurre a pensare ad una situazione di insufficienza venosa da definire correttamente con una visita flebologica ed esame doppler;
– presenza di discromie cutanee
L’insufficienza venosa cronica e l’ipertensione venosa che ne consegue, determinano la fuoriuscita di elementi corpuscolati dal letto circolatorio nell’epidermide ed il loro accumulo porta a quelle alterazioni del colore e della struttura della cute che diventa scura, poco elastica e sclerotica.

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Come si curano

Le ulcere venose sono guarite non quando si chiudono, ma quando non si riaprono.
La cicatrizzazione quindi della lesione ulcerosa è un obiettivo importante ma non il solo obiettivo.
Per un corretto trattamento bisogna mirare ai seguenti obiettivi:
– detersione della superficie per la rimozione di eventuali detriti necrotici e residui della medicazione precedente;
– asepsi cioè impedire l’infezione batterica non con l’uso di antibiotici locali, quasi mai utili, anzi spesso nocivi, ma con una corretta medicazione con antisettici e, solo in casi selezionati di vera ulcera infetta, con antibiotici per via sistemica;
– processo riparativo: favorire una buona epitelizzazione con prodotti da applicare localmente e provvedimenti terapeutici generali;
– trattamento dell’ insufficienza venosa; molte ulcere non guariscono completamente fino a che non venga trattata correttamente la causa della stasi venosa. Molti presidi in commercio se pur validissimi, se usati singolarmente e non nel complesso possono risultare inutili.
Il cardine resta il quarto punto e cioè il trattamento dell’insufficienza venosa.
In presenza di ulcera venosa il metodo più efficace per una rapida guarigione rimane il bendaggio.

I tempi di guarigione

Esistono pazienti che mantengono in attività ulcere, magari ben deterse e non infette, per diversi mesi ed anni. Un’ulcera che non guarisce in sei mesi, se trattata correttamente, si dice “ulcera difficile” ed in genere riconosce più cause oltre la stasi venose.
Nella mia esperienza in capo a due tre mesi di trattamento, l’ulcera giunge a guarigione.
Come espresso all’inizio, una volta che l’ulcera é guarita, bisogna mettere in atto provvedimenti terapeutici che impediscano che recidivi.

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Come si previene la recidiva

Con il trattamento dell’insufficienza venosa e cioè con:
trattamenti conservativi
– adeguata calza elastica
trattamenti radicali
– scleroterapia
Nella maggior parte dei casi di insufficienza venosa varicosa non post flebitica profonda, la scleroterapia ben condotta risolve la stasi venosa.
Esistono cure naturali per le ulcere?

Nel nostro poliambulatorio (poliambulatorio Leonardo a Maltignano) è a disposizione la Dr.ssa Di Paolo Sonia, Dirigente Medico presso la clinica Stella Maris, esperta per il trattamento di questa patologia, inoltre sempre presso il poliambulatorio Leonardo a Maltignano è presente il Dr. Giuliano Pietro, Responsabile Primario presso il reparto di Chirurgia della Clinica San Marco.

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