Riportiamo di seguito un articolo tratto da Salute24

Dalla giornata  mondiale della tiroide 2013

tiro1Le donne soffrono di disturbi tiroidei da 5 a 8 volte più degli uomini: in media una donna su otto sviluppa un disturbo tiroideo nel corso della vita e dal 5 all’8% dei casi, ciò avviene dopo una gravidanza. “La parola d’ordine è prevenzione – dichiara Francesco Trimarchi, presidente eletto della Società Italiana di Endocrinologia (Sie) – perché con 6 milioni di italiani colpiti da una malattia della tiroide e, i casi di tumore cresciuti di oltre il 200%, quindi più che raddoppiati nell’ultimo ventennio, e quelli di tiroidite di Hashimoto triplicati, è necessario alzare la soglia di attenzione nella popolazione e tra i medici perché si intervenga appropriatamente e precocemente.

Un controllo  specialistico e un esame del sangue possono prevenire le importanti complicanze cardiovascolari, ossee e metaboliche che anche una lieve disfunzione tiroidea, se non riconosciuta ed adeguatamente trattata, può determinare. “La prevenzione è semplice e poco costosa: la profilassi iodica – ricorda Trimarchi – costa 1 euro a persona e la spesa sanitaria per diagnosi e cura di malattie prevenibili costa 6 euro.”

I disturbi tiroidei crescono progressivamente nelle varie fasce di età fino a raggiungere la massima diffusione nei 55-64 anni, specie per l’ipotiroidismo, per poi decrescere.

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La tiroide può funzionare poco (ipotiroidismo) o troppo (ipertiroidismo), in tutti e due i casi male. “Il morbo di Basedow è la causa più frequente di ipertiroidismo nell’adulto in zone con normale apporto iodico”, illustra Luigi Bartalena, segretario della European Thyroid Association. L’ipertiroidismo è una malattia spesso fortemente sintomatica, caratterizzata da tachicardia, tremori, dimagrimento anche marcato pur con appetito conservato, talora con diarrea, aumento della sudorazione, intolleranza al caldo, ansia, nervosismo, insonnia. In circa il 25% dei pazienti basedowiani è presente un coinvolgimento oculare che prende il nome di orbitopatia basedowiana. Questa malattia è caratterizzata, nelle sue forme conclamate, da un segno molto evidente, la sporgenza degli occhi (esoftalmo) che si accompagna a fastidiosi disturbi irritativi, quali lacrimazione, sensazione di sabbia, dolore, fotofobia, spesso da invalidante diplopia (sdoppiamento dell’immagine) e, nei casi più gravi, da un coinvolgimento del nervo ottico che rappresenta una condizione di rischio per la vista del paziente. “Fortunatamente le forme gravi sono una minoranza, ma anche le forme lievi comportano una marcata compromissione della qualità della vita”, dice ancora Bartalena.

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Nel nostro poliambulatorio (poliambulatorio Leonardo a Maltignano) è a disposizione la Dr.ssa Silvetti Francesca, endocrinologa e il Dr. Nerla Luigi, ecografista.

 

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