Calcolosi biliare (calcoli della colecisti)

Riportiamo di seguito un articolo tratto da Nutrizione e Salute
IMG_8825Durante la digestione, la colecisti si contrae e la bile è spinta nel duodeno attraverso un dotto, il coledoco. L’invio della bile all’interno del duodeno è condizione necessaria per solubilizzare i grassi assunti con il pasto, e più il pasto è grasso maggiore è la quantità di bile che deve fluire dalla colecisti al duodeno. Per tale ragione le coliche biliari si scatenano soprattutto dopo pasti molto grassi (salumi, insaccati, formaggi etc). Calcoli all’interno della colecisti sono presenti in circa il 10% della popolazione adulta dei paesi occidentali e questi valori aumentano nelle donne (quasi due volte più colpite dei maschi), nei soggetti obesi e negli anziani. In una colecisti possono essere presenti da pochi calcoli di piccole dimensioni a numerosi calcoli di grandi dimensioni, fino ad intasare totalmente la ghiandola.

Cosa sono i calcoli biliari

I calcoli biliari sono formazioni litiasiche (sassolini) di dimensioni comprese fra qualche millimetro (un chicco di riso) ed oltre 1 cm di diametro (una piccola oliva). Nella maggior parte dei casi si tratta di calcoli delle dimensioni di un chicco di mais, di colore giallo miele o marrone-verde. All’esame chimico essi sono costituiti prevalentemente da colesterolo (80%) e si distinguono per essere di colore giallo mais (figura). più raramente (15%) sono costituiti da carbonato o fosfato di calcio mescolato a pigmenti biliari: in questo caso il loro colore vira dal verde al marrone scuro. In una quota ancora più esigua si tratta di calcoli misti, in cui sono cioè presenti sia colesterolo che carbonato e fosfato di calcio.

Immagine2

La colica biliare

Non necessariamente la presenza di calcoli biliari da luogo ad una colica biliare o epatica, secondo una vecchia definizione. Se i calcoli sono presenti all’interno della colecisti ma il soggetto non avverte disturbi, si parla di calcolosi biliare asintomatica. La probabilità per un soggetto che presenta calcoli nella colecisti di sviluppare una colica è pari a circa il 10% nei 5 anni successivi. Se il soggetto è giovane, il rischio di una colica nei 20 anni successivi è pari al 20% e diminuisce ulteriormente via via che il soggetto invecchia. Le coliche biliari sono infatti rare dopo i 60 anni se il soggetto non ha mai avuto episodi in precedenza. Ciò significa che solo 20 pazienti su 100 che presentano calcoli biliari faranno una colica nei 20 anni successivi alla diagnosi. Quindi, anche se ad un esame ecografico eseguito per altre ragioni si dovessero riscontrare calcoli biliari ma il soggetto non soffre di coliche, non si procede mai ne all’asportazione chirurgica ne al trattamento farmacologico. Ciò proprio in ragione del fatto che la probabilità di coliche è bassa.
Altra cosa è il paziente sintomatico, quello cioè che va spesso incontro a coliche. La colica compare quando un grosso calcolo (o più calcoli di piccole dimensioni) rimangono intrappolati nel dotto cistico, o nel coledoco, e lo ostruiscono. L’ostruzione non consente lo svuotamento delle secrezioni biliari e la colecisti si rigonfia e va incontro a contrazioni non produttive. Il paziente riferisce dolore in regione epigastrica e all’ipocondrio destro, con irraggiamento alla spalla destra e alla schiena. Compare quasi sempre dopo un pasto abbondante. Al dolore si accompagnano nausea e vomito biliare e in alcuni casi ittero, cioè colorazione giallastra della cute  e della sclera dell’occhio a causa dell’eccesso di bilirubina circolante. Nei casi più severi può essere presente anche febbre moderata. Se la colica non è riconosciuta, le contrazioni della colecisti possono portare a perforazione della ghiandola, con necessità di intervento chirurgico in urgenza.

Immaginesost

Diagnosi di calcolosi biliare

Un attento esame obiettivo del paziente con colica biliare in atto, in aggiunta alla raccolta delle informazioni di interesse clinico (anamnesi), indirizza il medico verso la corretta diagnosi. L’ecografia dell’addome e le indagini di laboratorio (bilirubina, transaminasi, VES) sono necessarie sia per confermare la diagnosi sia per le decisioni terapeutiche da intraprendere nel prosieguo. L’ecografia rappresenta l’indagine diagnostica di scelta poiché è rapida ed evidenzia i calcoli in oltre il 90% dei casi. Inoltre, l’ecografia permette di acquisire altre informazioni utili: per esempio consente di vedere se i dotti biliari sono dilatati, permette di misurare lo spessore della colecisti e di individuare eventuali patologie a carico del fegato e del pancreas.

Immagine3

Terapia medica dei calcoli della colecisti

Le opzioni di trattamento per le persone affette da calcoli biliari sono tre:

  1. non fare nulla se il paziente è asintomatico o è al primo episodio;
  2. tentare una terapia con farmaci (o con onde d’urto) per “sciogliere” i calcoli e svuotare la colecisti;
  3. rimozione chirurgica della ghiandola e del suo contenuto.

 

Il nostro poliambulatorio (poliambulatorio Leonardo a Maltignano) è dotato di ecografo  e sono a disposizione il Dr. Luigi Nerla per l’ecografia e il dr. Giuliano Pietro, chirurgo.

Leave a Comment

START TYPING AND PRESS ENTER TO SEARCH